L'investimento di Enel nel nucleare slovacco: Frassoni - "La Commissione europea indagherà"
Una delegazione di eurodeputati del gruppo Verdi/ALE si è recata ieri dalla Commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes. Oggetto dell'incontro il controverso progetto di Enel in Slovacchia per il completamento di due vecchi reattori sovietici nella località di Mohovce. La decisione definitiva di Enel sul progetto è attesa tra qualche settimana, una volta pubblicato uno studio di fattibilità. Gli eurodeputati verdi hanno esposto alla signora Kroes sia i pericoli legati all'uso di una tecnologia obsoleta sia il rischio concreto che la realizzazione di tale progetto avvenga grazie ad una forma indiretta di aiuto di stato da parte del governo slovacco, vietata dalle norme UE. I Verdi europei esprimono il loro sostegno all'iniziativa odierna di Greenpeace di fronte alle ambasciate italiane.
La presidente dei Verdi/ALE Monica Frassoni ha così commentato l'esito dell'incontro con la Commissaria:
"La Commissaria Kroes si è impegnata a farci avere una valutazione dei punti da noi esposti entro l'estate. L'incontro con la signora Kroes è stato quindi molto utile e particolarmente opportuno, visto anche il successo dell'iniziativa odierna di Greenpeace*, iniziativa che sosteniamo e che ha il merito di far conoscere a un pubblico più ampio il problema di un eventuale completamento dei reattori di Mohovce.
Se Enel decidesse di proseguire con il progetto, a Mohovce verranno completati due reattori risalenti all'epoca sovietica, senza alcuna forma di contenimento in caso di incidenti gravi (come Chernobyl), un tipo di reattore, in altre parole, che né la Francia, né il Belgio, né la Germania si sognerebbero di costruire sul proprio territorio. Peraltro il governo slovacco non è intenzionato a fare alcuna verifica di impatto ambientale, sfruttando come pretesto il fatto che la concessione edilizia è del 1986!
Studi indipendenti sollevano il problema della redditività dei due reattori, il cui costo previsto si aggira tra gli 1,6 e gli 1,9 miliardi di euro, in assenza di qualsiasi forma di aiuto di stato. La riduzione delle quote che gli operatori devono versare per il fondo nazionale slovacco per lo smantellamento delle centrali nucleari più vecchie si configura in effetti come uno dei possibili strumenti con cui il governo di quel paese intende favorire Enel, a danno ovviamente dei principi della libera concorrenza. La Commissaria alla Concorrenza - come dicevo - ha promesso ai deputati verdi che verificherà presso le autorità slovacche gli aspetti più controversi del progetto e di dare un prima valutazione entro l'estate"
*NOTA DELL'EDITORE: Nella giornata di oggi Greenpeace ha svolto delle iniziative di fronte alle ambasciate italiane in Slovacchia, Repubblica ceca, Ungheria e Polonia per richiamare l'attenzione del governo italiano sul controverso progetto di Enel in Slovacchia attraverso la consegna di una lettera aperta al governo italiano, azionista di Enel per una quota pari a circa il 30%, in cui si chiede che Enel rinunci al progetto.